Martedì, 17 Marzo 2026
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Lettera del Vescovo per la fase preparatoria

Visita pastorale del Vescovo Guido Marini

 

UNA RIFLESSIONE GENERALE

1. Premessa

La Visita pastorale è «un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace» (Pastores gregis, 46). Attraverso la Visita, il Vescovo esercita il suo ministero e si pone come immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge a lui affidato con l’insegnamento, la santificazione e il governo. La Visita pastorale è quindi «una delle forme, collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. É occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l’occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa» (Apostolorum successores, 221).

 

2. La Diocesi di Tortona oggi

La nostra Diocesi, che già aveva individuato nel sinodo diocesano del 1993 le comunità pastorali come risposta efficace alle sfide del terzo millennio, da alcuni anni ha decisamente intrapreso questa via. Il cammino sinodale, voluto da Papa Francesco, ha ulteriormente confermato la Chiesa tortonese nel percorrere questa stessa via. 

La nuova Visita pastorale deve e vuole porsi in questo contesto, per ratificare le scelte compiute, sostenerle e incrementarle, cosicché l’annuncio gioioso del Vangelo continui a risuonare in questo tempo che il Signore ci dona. La Visita pastorale assumerà quindi modalità e tempistiche che si inseriscano nella pastorale d’insieme, valorizzino il vicariato e la comunità interparrocchiale come luogo privilegiato della vita cristiana e spazio attuale ed efficace dell’attività pastorale.

Ugualmente terrà conto della complessità e delle specificità di ogni territorio che, attraverso i suoi dieci vicariati foranei, compone in ricchezza armoniosa la Chiesa di San Marziano.

 

3. Uno stile nuovo per un’azione efficace

Il Vescovo esercita quotidianamente il suo ministero attraverso le numerose occasioni della cura ordinaria della Diocesi, come pure visita spesso ogni realtà locale sia per l’amministrazione del sacramento della cresima sia per altri appuntamenti lungo l’anno. Ugualmente mantiene contatti personali continui con il clero, le persone consacrate e i fedeli laici. Per questo la Visita pastorale non vuole essere un momento ridondante o una sovrapposizione alla vita ordinaria della comunità cristiana. La sua eccezionalità oggi non sta tanto nell’incontro con il Vescovo, quanto invece nel sereno confronto con Lui, per capire quali scelte debbano essere confermate o assunte ex novo in una specifica realtà locale. L’orizzonte fondamentale è il discernimento per capire ciò che lo Spirito dice alla Chiesa, per uno slancio missionario mai esausto e sempre gioioso.

A motivo di tutto questo la Visita non verrà fatta parrocchia per parrocchia, ma comunità pastorale per comunità pastorale, valorizzando il vicariato come momento unificante e spazio privilegiato di comunione fraterna e di azione evangelizzatrice. 

 

4. La fase preparatoria

Questo momento assumerà un valore decisivo, sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista operativo. La comunità cristiana, che sarà visitata, è chiamata a prepararsi interiormente all’incontro con Cristo Buon Pastore, che verrà a lei nella figura del Vescovo; in questo modo ne riconoscerà la voce e disporrà il proprio cuore a seguirlo sulle vie da Lui indicate.

Allo stesso modo questo tempo sarà l’occasione per interrogarsi, in tutti gli ambiti della ordinaria corresponsabilità del vicariato (incontri del clero, consigli pastorali, consigli per gli affari economici, associazioni, referenti parrocchiali) e fare emergere le potenzialità e le criticità, a ogni livello: pastorale, gestionale, economico, personale...

In questa fase avrà un ruolo fondamentale di coordinamento e di comunione la figura del vicario foraneo, che dovrà anche concordare con il Vescovo il calendario della Visita pastorale, secondo i criteri sopra enunciati. In questo compito sarà affiancato dai convisitatori.

 

5. I momenti della Visita

Fermo restando che ogni vicariato ha le sue peculiari caratteristiche e le sue esigenze particolari, lo schema della Visita pastorale non potrà prescindere da questi appuntamenti unitari:

1.      Incontro del Vescovo con i sacerdoti e i diaconi permanenti del vicariato, nelle settimane antecedenti la Visita stessa.

2.      Celebrazione di accoglienza del Vescovo e di apertura della Visita, unica per ogni vicariato, da organizzare in una chiesa parrocchiale significativa del territorio.

3.      Un momento di adorazione eucaristica prolungata, nel quale esprimere un’attenzione particolare per il mondo delle fragilità: anziani, malati, sofferenti, tribolati del corpo e dello spirito, persone sole. Affidare ogni sofferenza all’Agnello immolato e offerto, presente nell’Eucaristia, perché la trasformi in energia che sostiene l’annuncio, è atto di fede e gesto di speranza in cui fondare l’efficacia di ogni pastorale.

4.      Un pellegrinaggio mariano a un santuario presente nel territorio del vicariato, coinvolgendo il mondo del volontariato in tutte le sue forme. Imparare a riempire di Cristo ogni gesto di servizio, per portarlo a ogni fratello e sorella nello spirito della Vergine della Visitazione è sfida affascinante per il volontariato cristiano.

5.      Un incontro, unico per ogni vicariato, con le autorità istituzionali presenti sul territorio (sindaci, consigli comunali, forze dell’ordine, eventuali realtà istituzionali provinciali e/o regionali).

6.      Un incontro, unico per ogni vicariato o per ogni comunità pastorale, con i membri dei consigli pastorali, dei consigli per gli affari economici, con i referenti parrocchiali, introdotto da un momento di preghiera.

7.      Un incontro, che potrà essere a seconda dei territori uno per vicariato, uno per comunità pastorale o uno per realtà cittadina, del “Popolo di Dio con il suo Vescovo”. Vuole essere un incontro prolungato nel tempo (si suggerisce un tardo pomeriggio e una prima serata – ore 18-22 ad esempio – con uno stacco conviviale tra la prima e la seconda parte) di reciproco ascolto e dialogo; senza differenziazioni di ruoli (ad esempio catechisti, animatori, volontari, coristi... anche perché spesso i diversi servizi ineriscono sulle stesse persone), né di età (giovani, adulti, famiglie, anziani) o di servizi. La comunità cristiana, nella sua ricchezza e complessità, cioè nella sua realtà quotidiana, incontra il suo Vescovo e si pone in ascolto, così come ogni domenica fa nella Celebrazione eucaristica. Questo momento vuole essere occasione di stimolo e di forza per proseguire o iniziare un nuovo stile pastorale, ed è sempre introdotto da un tempo di preghiera.

8.      Celebrazione di chiusura della Visita, unica per ogni vicariato, da organizzare in una chiesa parrocchiale significativa del territorio e diversa da quella in cui si è svolta la celebrazione di accoglienza.

 

 

 

 

 

LA FASE PREPARATORIA

 

La fase preparatoria è, per certi versi, il momento più importante della Visita stessa perché ha come obiettivo la presa di coscienza della situazione pastorale del territorio, delle sfide del presente e del prossimo futuro, dell’attualità e dell’importanza della comunità pastorale e del vicariato come luoghi privilegiati e soggetti attivi della pastorale. Inoltre è il momento in cui individuare le scelte operative da porre in atto nel vicariato (razionalizzazione delle celebrazioni, ambiti di azione pastorale unitaria, accorpamento giuridico di parrocchie, alienazione di immobili, ecc), che verranno avviate dalla Visita stessa.

 

La prima preparazione è certamente quella che avviene nella preghiera, che dispone il cuore all’ascolto, all’accoglienza e alla conversione. L’ufficio liturgico diocesano fornirà i necessari sussidi, sia per i momenti di preghiera della fase preparatoria sia per le celebrazioni della Visita stessa.

La fase preparatoria prevede anche una serie di incontri di riflessione e approfondimento per entrare nello spirito e nelle modalità nuove di questa Visita a diversi livelli. Gli incontri saranno anche l’occasione per mettere a tema ambiti specifici, indicati nella scheda di preparazione. Ogni vicariato individuerà, nello stile sinodale, gli incontri preparatori che ritiene necessari, nei quali non possono mancare almeno i seguenti momenti di confronto:

·         con i sacerdoti e i diaconi del vicariato

·         con il consiglio pastorale del vicariato, convocato insieme ai consigli pastorali delle singole comunità pastorali e con i referenti parrocchiali

·         con i membri dei consigli per gli affari economici 

questi appuntamenti, convocati e moderati dal vicario foraneo, vedranno la partecipazione del Vescovo e/o di un convisitatore, che aiuterà a capire meglio lo stile e gli obiettivi della Visita stessa.

 

Scheda per la preparazione della Visita

 

Analisi della situazione del vicariato

 

A)    La comunità pastorale. La nostra Chiesa diocesana ha individuato la via della comunità pastorale come risposta efficace per l’annuncio evangelico nella nostra Diocesi in questo tempo.

1)      Si sta crescendo in questa prospettiva? Educandoci come pastori ed educando i fedeli alla validità di questo modello pastorale? Facendo capire che la comunità pastorale sarà presto la parrocchia del futuro? Quali difficoltà ancora si registrano?

2)      Si è attuata la suddivisione territoriale delle comunità pastorali, secondo lo schema che, dopo lunga riflessione condivisa nei vicariati, è confluito nella lettera pastorale del 2020/21? Se l’attuazione fosse ancora in divenire, a che punto ci si trova: iniziale, in progressione, finale da perfezionare? Laddove le comunità pastorali si sono già territorialmente costituite, sono emerse dall’esperienza di questi anni eventuali modifiche da apportare?

3)      È stato costituito il Consiglio pastorale del vicariato? E laddove se ne ravvisi la necessità (ad esempio città e grandi centri) anche quello della comunità pastorale?

4)      Si sono individuate quelle realtà parrocchiali ormai non più consone al tempo presente, in vista di un accorpamento delle medesime, della soppressione della personalità giuridica e della conseguente semplificazione di diverse incombenze burocratiche, sia canoniche che civili: registri parrocchiali, contabilità, conti correnti, codici fiscali, legali rappresentanze? 

5)      Laddove siano presenti comunità religiose, maschili o femminili, si tratta di realtà ben inserite nella comunità pastorale come ulteriore arricchimento reciproco? Oppure emergono criticità come chiusure e cammini paralleli?

6)      Si sono individuati a livello vicariale gli spazi comuni dell’agire pastorale, secondo il criterio della pastorale d’insieme, in particolare nella catechesi, nella pastorale giovanile, nella distribuzione delle liturgie festive, nell’esercizio della carità? 

 

B)    La catechesi della comunità pastorale

1)      Esistono momenti formativi e di catechesi per gli adulti della comunità pastorale, oltre a quelli offerti a livello vicariale?

2)      La catechesi dei bambini e dei ragazzi è unica per ogni comunità pastorale oppure si frammenta ancora nelle singole parrocchie?

3)      Vi è una catechesi dei giovani che integra l’offerta formativa diocesana?

4)      Quali sono le modalità attraverso cui avviene la formazione permanente dei catechisti?

5)      Esiste la necessità di istituire, a livello vicariale, percorsi formativi per l’iniziazione cristiana degli adulti?

 

C)    La liturgia della comunità pastorale

1)      Il numero delle celebrazioni domenicali è stato rivisto, secondo criteri che valorizzino la qualità del momento liturgico: celebrazione dignitosa e non affrettata; predicazione adeguata; partecipazione dei fedeli ai diversi ministeri; canto liturgico appropriato; numero di presenze rilevanti?

2)      Si è abbandonato il criterio della “comodità” di luoghi e orari delle celebrazioni (facilità di assolvere un precetto) per assumere invece quello della “comunità” (gioia dell’incontro della Chiesa con il Risorto)?

3)      Nei centri più piccoli vi è l’alternanza dell’Eucaristia domenicale? I fedeli si spostano da un centro all’altro?

4)      Gli appuntamenti significativi dell’anno liturgico prevedono liturgie unitarie per l’intera comunità pastorale: Triduo Pasquale, Notte di Natale, Corpus Domini?

5)      La celebrazione del sacramento della cresima è unica per ogni comunità pastorale?

6)      Si valorizzano le feste patronali e gli altri appuntamenti tradizionali delle singole parrocchie, convergendovi da tutti i centri delle comunità pastorali e sospendendo, in quell’occasione, le celebrazioni nelle altre parrocchie?

7)      Si educano i fedeli a sentirsi “a casa propria” in ogni chiesa della comunità pastorale e non semplicemente “ospiti”?

8)      Si sono individuati, all’interno della comunità pastorale, luoghi di culto che possono essere valorizzati in alcuni momenti dell’anno come centri unitari per l’adorazione eucaristica, il mese mariano, la via Crucis…?

9)      Si educano i singoli gruppi canori e i ministranti a unirsi in alcuni momenti dell’anno liturgico? Vi è collaborazione e scambio di servizi, all’interno della comunità pastorale, tra lettori, ministri straordinari della comunione, altri animatori della preghiera?

 

D)    Il servizio della carità nella comunità pastorale

1)      All’interno della comunità pastorale si condividono le risorse materiali e di volontariato nell’ambito caritativo?

2)      L’esercizio concreto della carità (ascolto, sostegno economico, aiuto alimentare, affiancamento) avviene a livello di comunità pastorale oppure resta suddiviso nell’ambito delle singole parrocchie?

 

E)    Le strutture e i beni materiali della comunità pastorale

1)      Si sono individuate le strutture veramente necessarie per la vita della comunità pastorale (abitazioni dei sacerdoti, oratori, spazi per la catechesi, locali della Caritas) secondo le indicazioni diocesane di questi anni?

2)      Si è provveduto a un piano di dismissione/alienazione di quelle strutture e immobili non più necessari, che rischiano di essere, per il presente e il futuro, un inutile peso e uno sperpero di risorse della comunità pastorale? 

3)      Ci si sta educando alla condivisione evangelica, all’interno della comunità pastorale, anche dei beni materiali e delle risorse economiche di ogni singola parrocchia?

 

 

Vademecum alla scheda preparatoria

 

La scheda preparatoria alla Visita pastorale non è come il classico questionario, che rischia di essere obsoleto e appesantire la Visita stessa, ma uno strumento agile che mette a fuoco la centralità della comunità pastorale nell’attuale situazione ecclesiale. Sappiamo che questa via, da lungo pensata, condivisa e preparata, siamo chiamati a percorrerla con convinzione e decisione, in condivisione con tante altre Diocesi della Chiesa in Italia. 

 

Il nostro Vescovo desidera che la Visita pastorale confermi questa via intrapresa e imprima lo slancio necessario perché l’annuncio gioioso del Vangelo continui a risuonare in questo tempo e in questa terra. 

 

La scheda preparatoria ha il compito di fotografare la situazione di fatto di ogni singolo vicariato, le criticità sorte, le difficoltà ancora da affrontare; ugualmente intende individuare, con serena determinazione, tempi e modi per risolverle, affinché la comunità pastorale diventi realtà sempre più condivisa e operativa nel presente. 

 

I vicari foranei e i sacerdoti del vicariato non saranno lasciati soli nel realizzare tutti quei cambiamenti che si riterranno necessari per non ritardare ulteriormente l’effettiva attuazione dello stile della comunità pastorale. Essi potranno avvalersi dell’aiuto della commissione diocesana istituita per la Visita pastorale, soprattutto in quegli aspetti che si rivelassero più critici per collaboratori e fedeli.

 

Il Vescovo stesso “sigillerà” queste scelte durante la Visita pastorale, sia con lo schema nuovo proposto, che privilegia il vicariato come spazio della Visita, sia con interventi mirati che si rendessero necessari nei singoli casi.


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