Martedì, 27 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Il Vescovo ha aperto l'Anno della Fede in Diocesi con la celebrazione in Cattedrale "La nostra totale fiducia in Cristo sulla strada indicata dal Papa"

TORTONA - “Concludo con un augurio, avvalorato dalla preghiera: che questo anno della fede ci trovi tutti seriamente impegnati sulla strada indicata dal Papa”.

Sono queste le ultime battute dell’omelia pronunciata la sera di giovedì 11 ottobre in Cattedrale da Mons. Martino Canessa nella solenne celebrazione eucaristica di apertura dell’anno della fede.

Guardando le navate del Duomo era possibile riconoscere i volti dei fedeli impegnati nelle nostre comunità, catechisti, animatori della pastorale, semplici fedeli; un buon numero di religiose, alcuni sacerdoti in nigris, alcuni giovani delle nostre associazioni e movimenti assieme ai loro responsabili.

Guardando invece il presbiterio, attorno al Vescovo erano i sacerdoti concelebranti e l’intero Seminario Interdiocesano di Valmadonna, tra cui i nostri seminaristi.

La corale, con il maestro don Luigi Bernini all’organo, impegnata nell’animazione liturgica. Una celebrazione solenne e semplice nello stesso tempo, ordinata e partecipata, ricca di significato per la nostra Chiesa locale: in comunione con la Chiesa universale si dava inizio al “particolare momento di riflessione” che è l’anno della fede.

Già nella lunga processione d’ingresso, formata dai sacerdoti e dai seminaristi, un posto particolare veniva riservato al libro dei Vangeli; sostenuto dal Diacono e posto in luogo distinto sull’altare maggiore, riceveva l’incensazione e la venerazione del Vescovo.

All’inizio della Messa, il richiamo al Battesimo dava la possibilità di ricordare l’inizio del cammino di fede e di disporre i presenti ad intraprendere per primi, con spirito rinnovato, il cammino della fede.

Dopo la lettura della Parola di Dio, il Vescovo prendeva la parola e subito si metteva in sintonia con Benedetto XVI, illustrando le finalità di questo anno, riportando per esteso il numero 8 della Lettera Apostolica del Papa Porta Fidei: “Vorremo celebrare quest’anno in maniera degna e feconda.

Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento con quello che l’umanità sta vivendo”. Ha quindi proseguito la sua riflessione ripercorrendo la strada della fede in noi: “L’amore dei nostri genitori ci ha aperto la porta della vita.

Pensando e volendo per noi sempre il meglio, appena entrati nella vita ci hanno fatto attraversare, per mezzo del Battesimo, la porta della fede, offrendoci così l’accesso al popolo di Dio che è la Chiesa e la possibilità di instaurare un dialogo di amicizia con il Signore.

Abbiamo trascorso la nostra fanciullezza e prima giovinezza in sintonia con il nostro Battesimo, pur avvertendo lentamente che non è sempre facile credere. Da adulti, guardandoci attorno, abbiamo constatato che c’è chi crede, chi dubita, chi è in ricerca e chi rifiuta.

Noi oggi in che posizione siamo? I percorsi della vita, il mistero del male, della sofferenza, della morte, hanno portato probabilmente anche noi a mettere in discussione le basi del nostro credere.

Come rialzarci dal torpore e dal dubbio e riprendere a dare la nostra piena fiducia a Gesù Cristo?”. Analisi e domande molto vere, toccanti, che mettono ciascuno direttamente in gioco. Mons. Canessa continuava poi, dando alcune precise indicazioni per non eludere queste domande: “Ci deve essere l’impegno ad approfondire i contenuti della fede che si trovano nel catechismo della Chiesa Cattolica, dando piena fiducia a Gesù Cristo per quello che ci ha rivelato”.

Poiché solo con un intervento dall’alto siamo in grado di dire “credo”, con frequenza sulle nostre labbra deve esserci la preghiera semplice degli uomini del Vangelo: il cieco di Gerico e i discepoli di Emmaus in primis, i quali si sono rivolti al Signore rispettivamente con l’invocazione – Signore fa’ che io veda e Resta con noi Signore.

Alla supplica occorre unire l’ascolto della Parola di Dio e la pratica dell’Adorazione eucaristica. Precisati i mezzi spirituali, Mons. Canessa ricordava poi che la fede deve trovare concretezza nella vita e indicava alcune direzioni: “Gesù invita soprattutto a percorrere la strada del sevizio, e del retto uso dei beni materiali, poiché il servizio gratuito porta all’intesa con il Signore”.

Significativo è stato il momento della recita del Credo, quasi idealmente consegnato dal Vescovo e concluso da una particolare preghiera, perché in questo anno di grazia possiamo crescere nella fede ed essere nel mondo testimoni autentici e credibili della fede.

Quello stesso Credo, che assieme al Volto di Cristo, è stato consegnato al termine della celebrazione ai presenti, perché, portato nelle case e nelle famiglie, possa essere recitato ogni giorno come vera preghiera di questo anno della fede.

Una felice coincidenza è stata l’annuncio del riconoscimento della guarigione miracolosa di Suor Luigina Traverso, avvenuta a Lourdes nel 1965, di cui all’interno del giornale è data notizia. 

Claudio Baldi  

Data: 19/10/2012



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