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VIENI E VEDI

Notizie - “Vieni e vedi”: la proposta vocazionale per i giovani

Il cammino di discernimento pensato per ragazzi e ragazze da 18 anni in su che si terrà da gennaio a maggio a Tortona

TORTONA - “Vieni e vedi”. Queste parole riprendono la risposta di Gesù, contenuta al capitolo primo del Vangelo di Giovanni, alla domanda di Pietro e Andrea su dove dimorasse: “Maestro dove dimori?” Venite e vedrete” (Gv 1,38-39). In questo brevissimo dialogo è contenuto il mistero della vocazione: da una parte il desiderio del cuore dell’uomo di conoscere Gesù e dall’altra la sua risposta, pronta e chiara.
Quando il Signore ci parla, infatti, non interroga la nostra cultura o le nostre competenze, ma tocca la vita, la nostra umanità in modo che tutti siamo in grado di comprendere e di aderire. Gesù domanda: Tu di che cosa hai bisogno? Che cosa ti manca?

Gesù, Maestro del cuore, non si rivolge all’intelligenza, ma al desiderio che abita in tutti, come se con l’espressione che cosa cercate? domandasse: qual è il tuo desiderio più forte? Che cosa desideri più di tutto dalla vita? Gesù fa emergere il nostro desiderio, non chiede rinunce, sacrifici o sforzi, chiede solo di rientrare nel cuore, di comprenderlo, di conoscere che cosa desideriamo di più, cosa ci fa felici e cosa accade nel nostro intimo.
Così il desiderio espresso e presentato a Gesù trasforma il cuore in un cuore che ascolta, capace di rientrare in se stesso, capace di presentare a Dio il vuoto e la povertà, capace di capire se davvero cerca Dio.
Nel cuore di ognuno di noi, infatti, ma in particolare nel cuore dei giovani, risiede il profondo desiderio di avvicinarsi al Signore, per trovare il senso della vita. Molte volte, però, impegnati e distratti verso altre provocazioni, lasciamo cadere nel vuoto la sua chiamata, ignorando il fatto che Dio per primo ha desiderio che noi abbiamo desiderio di Lui.

Ecco che qui si situa il servizio e l’aiuto del percorso di discernimento. Già il riconoscere la domanda di verità, di senso e di pienezza che c’è nel nostro cuore è un grande dono; Dio lo fa a ciascuno di noi, ai giovani in modo particolare, per raggiungere la felicità e la pienezza, perché Lui solo può pronunciare la parola vera e definitiva sulla vita.

Esso è dunque destinato specialmente a quei giovani e a quelle giovani che sentono la voce di Dio, che li invita a seguirlo più da vicino nel ministero o nella vita consacrata.

Sebbene la Vocazione rivela un piano, un progetto che Dio ha pensato per ognuno di noi e a cui rispondiamo attraverso un percorso personale, ciò non significa che in questo cammino siamo soli: c’è infatti chi può sostenerci e guidarci nella maturazione cristiana della fede.
La direzione o accompagnamento spirituale è proprio questo: una bussola per chi si dimostra sensibile nei confronti della Vocazione, capace di consigliare e orientarci, ispirando coraggio e ravvivando la fiducia e la gioia di credere.

Per questo, in accordo con il Vescovo, si è pensato a questo cammino di “proposta vocazionale” per ragazzi e ragazze che abbiano compiuto i 18 anni.
Esso si struttura essenzialmente come un percorso di discernimento che passo dopo passo, permette a chi ha deciso di rispondere alla Sua chiamata di indirizzarsi a compiere le scelte importanti per la propria vita.
Ma che cosa significa con esattezza discernimento vocazionale e quali sono i passi di questo processo di conoscenza e realizzazione di sé? In senso generale il termine “discernimento” indica la capacità di distinguere tra bene e male, che comporta una serie di criteri di valutazione sia sul piano morale sia intellettuale.
Nel suo significato intrinseco il discernimento è un processo di conoscenza, che avviene grazie a un ascolto e a uno sguardo attento, e consente di orientarsi nel cammino dell’esistenza.
Valutare la realtà nella luce della fede è un grande dono spirituale, che rende sensibili alle richieste interiori dello Spirito, le quali ci mettono a contatto con l’agire di Dio nella nostra vita. Il discernimento vocazionale permette così di superare uno stato di dubbio e smarrimento che spesso caratterizza chi sente di essere chiamato e si interroga su quale sia la giusta strada da intraprendere.
Esso è composto da tappe che conducono in modo graduale e paziente alla conoscenza profonda di se stessi e alla comprensione del progetto che il Signore ha riservato per noi. In sintesi, il percorso di discernimento rappresenta il punto di contatto tra preghiera e azione, tra spiritualità e vita: ma ciò esige che vi siano allo stesso tempo un profondo ascolto della Parola di Dio, che orienta un altrettanto attento esame di se stessi nella realizzazione della propria vocazione, in una esperienza condivisa e fraterna con tutti coloro che vi aderiscono.
I passi di questo cammino sono così articolati.

1. La preghiera.

La preghiera è il luogo privilegiato per l’incontro profondo con Dio, uno spazio di intimità, fonte di crescita personale, comunitaria e apostolica, che ci aiuta a scoprire la presenza di Dio in tutti i fratelli.

2. L’ascolto e il silenzio.

Solo nel silenzio è possibile capire in modo libero e responsabile il disegno che Dio ha per ognuno di noi: per riconoscere la chiamata è necessario mettersi in ascolto ed essere pronti a incontrare sé stessi per dare forma alla vocazione a cui siamo chiamati.

3. La scoperta del Vangelo.

Nel Vangelo ha sede l’essenza della vita cristiana, del carisma, della spiritualità e della missione apostolica della Chiesa: solo scoprendo i valori e la ricchezza del Vangelo possiamo vivere donando a pieno la nostra vita.

4. Incontro con l’Eucaristia.

Solo “fisando gli occhi su Lui” e rimanendo “presso di Lui” nell’adorazione è possibile cogliere davvero il senso della nostra chiamata.

«Adorazione – come ha ricordato Mons. Guido Marini nell’incontro con coloro che vivono l’Adorazione quotidiana in Cattedrale – ha un implicito richiamo al termine adesione, ovvero noi adoriamo solo nella misura in cui impariamo ad aderire alla vita stessa di Gesù che si offre vittima per noi: è una manifestazione della nostra adesione al Signore».

5. Esperienza di fraternità.

Vivere la comunione profonda significa imparare a condividere la propria vita con le persone che Dio ci ha messo accanto.

La comunità è un luogo privilegiato per la fraternità e l’esperienza di Dio. 

Per necessità organizzative è richiesta la prenotazione a don Paolo (3939403564) o a don Claudio (3495454335).

È possibile inviare anche una mail (segreteria@diocesitortona.it).

Don Claudio Baldi

Don Paolo Padrini

Data: 13/01/2023



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