Venerdì, 24 Maggio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Dt 6,2-6)
Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA (Eb 7,23-28)
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

VANGELO (Mc 12,28-34)
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

LA BEATA

Beata Chiara “Luce” Badano

1/chiara-luce-badano.jpgGrandi occhi limpidi e sorriso aperto: così è descritta Chiara Badano, la giovane beatificata il 25 settembre 2010 e ricordata dalla Chiesa il 29 ottobre, giorno in cui nel 1971 nasce a Sassello, paese dell’entroterra ligure in provincia di Savona ma in diocesi di Acqui Terme.

I genitori, Maria Teresa e Ruggero, dopo 11 anni, la accolgono come una grazia della Madonna delle Rocche che avevano invocato. Figlia unica, cresce in un ambiente sereno.

Ama la natura e il gioco e fin da piccola è devota a Gesù e alla Vergine Maria. Ha una particolare attrattiva per gli “ultimi”, che copre di attenzione, rinunciando spesso a momenti di svago.
Per la prima comunione riceve il libro dei Vangeli e lo definisce «un magnifico libro».
A 9 anni conosce i Focolarini di Chiara Lubich ed entra a fare parte dei Gen (Generazione Nuova). Dai quaderni emergono gioia e stupore e la volontà di «mettere Dio al primo posto e di dirgli sempre sì». Terminate le medie a Sassello si trasferisce a Savona, dove frequenta con buoni risultati il liceo classico.

Terminata la prima liceo, appare pallida e un po’ stanca ma non se ne preoccupa. Ha 17 anni e sta bene. Verso la fine dell’estate, durante una partita di tennis, un dolore lancinante alla spalla sinistra la costringe a lasciar cadere la racchetta.

Dagli accertamenti all’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure si scopre che la causa  del male è un grave osteosarcoma con metastasi diffuse.

Cominciano le visite e i ricoveri in ospedale ma Chiara non perde mai il suo sorriso. La sua cameretta diventa luogo di incontro e di preghiera. Il 7 febbraio 1989 entra nell’ospedale “Molinette” di Torino, dove il 28 subisce la prima operazione. Al risveglio, afferma: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io!». Nonostante le cure, il tumore prosegue inesorabile.

Chiara si rivolge alla Madonna con un bigliettino: «Mamma Celeste… ti chiedo il miracolo della guarigione; se ciò non rientra nella volontà di Dio, ti chiedo la forza necessaria a non mollare mai». I dolori aumentano ma sulle sue labbra non si sente mai un lamento, neppure quando inizia la perdita dei capelli e dell’uso delle gambe. «Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali...» dichiara un giorno la giovane.

Chiara Lubich, che la seguiva da vicino, in una lettera le aveva dato il soprannome “Lu-ce”. Prima di morire si prepara per incontrare il suo “Sposo” e sceglie un abito bianco con una fascia rosa. Le ultime sue parole sono state: «Mamma sii felice, perché io lo sono».

Muore all’alba del 7 ottobre 1990. La sua tomba si trova nel cimitero di Sassello.

Daniela Catalano

Data: 31/10/2021



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