Lunedì, 24 Giugno 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9)
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6)
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.

Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».

VANGELO (Mc 10,46-52)
Rabbunì, che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

IL BEATO

Beato José Gregorio Hernández Cisneros

1/beato 2.jpg«È un modello di santità impegnata nella difesa della vita. È un uomo di servizio universale»: così Papa Francesco ha definito José Gregorio Hernández Cisneros medico, intellettuale e filantropo che è stato beatificato esattamente 6 mesi fa, il 30 aprile scorso a Caracas.
José Gregorio nacque il 26 ottobre 1864 ad Isnotú in Venezuela e rimase orfano della madre quando aveva otto anni.

Nel 1882, a 18 anni, si iscrisse all’Università Centrale di Caracas, per il corso di Medicina e si laureò a pieni voti il 29 giugno 1888. L’anno successivo, il presidente del Venezuela, per le eccezionali doti di giovane medico tirocinante e ricercatore lo inviò a Parigi e Berlino, per continuare e perfezionare i suoi studi scientifici. Rimase per due anni all’estero, specializzandosi negli studi teorici e pratici di Microbiologia e Batteriologia, Istologia normale e patologica e Fisiologia sperimentale.
Nel 1891, ritornò in Venezuela e intraprese la carriera universitaria, come professore e ricercatore. Nell’esercizio della professione medica, non prendeva alcun compenso da chi era in difficoltà e spesso era lui a comprare le medicine a chi ne aveva bisogno e per questo fu chiamato “il medico dei poveri”.
Era profondamente cristiano e partecipava ogni mattina alla Messa. Il 7 dicembre 1899 fece la professione come Terziario Francescano associandosi alla fraternità della Madonna della Mercede a Caracas, retta dai Cappuccini. Nel 1907 decise di abbandonare la docenza per diventare religioso.
Nel 1908 venne in Italia per entrare tra i benedettini nella Certosa di Farneta, in provincia di Lucca ma, per motivi di salute, dovette uscirne dopo nove mesi, rientrando a Caracas. Nel 1913 cominciò a prepararsi al sacerdozio ma, mentre si trovava nel Collegio Pio Latino Americano di Roma, fu colpito dalla pleurite e da un inizio di tubercolosi.

Capì allora che la sua missione era l’esercizio della professione medica, specie a favore dei più poveri.
Riprese l’insegnamento e si impegnò molto nell’assistere gli ammalati colpiti dall’epidemia della “spagnola”. Il 29 giugno 1919, mentre usciva da una farmacia di Caracas dove si era recato per comprare delle medicine a un’anziana paziente, che aveva visitato, fu investito da una delle poche automobili in circolazione all’epoca e sbatté la testa sul bordo del marciapiede. Trasportato in ospedale, morì invocando la Madonna.
La memoria liturgica è stata fissata al 26 ottobre, giorno del suo compleanno. I suoi resti riposano nella chiesa parrocchiale della Candelaria di Caracas.

Daniela Catalano

Data: 23/10/2021



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