Lunedì, 20 Maggio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

VI DOMENICA DI PASQUA

PRIMA LETTURA (At 10,25-27.34-35.44-48)
Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

SECONDA LETTURA (1Gv 4,7-10)
Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

VANGELO (Gv 15,9-17)
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

I SANTI DELLA SETTIMANA

1/santi filippo e giacomo.jpgSanti Filippo e Giacomo

Oggi, 3 maggio la Chiesa ricorda i santi apostoli Filippo e Giacomo il minore commemorati nello stesso giorno che è quello della dedicazione della basilica eretta a Roma nel VI secolo in loro onore e che oggi porta il titolo di “Santi Apostoli”.
In essa si conservano i resti dei due santi.

Filippo, nativo di Betsaida era un ebreo devoto e spesso consultava le Scritture per conoscere quando si sarebbe avverata la promessa del futuro Messia atteso da tutte le genti.
Un giorno quando Natanaele gli disse di aver visto il Messia si mise a cercarlo e lo incontrò mentre tornava dal Giordano.
Gesù appena lo vide gli disse: “Vieni e seguimi” e Filippo lo seguì.
Egli viene ricordato nel Vangelo per la sua domanda rivolta a Gesù nel deserto prima che lui operasse il miracolo della moltiplicazione dei pani: “Dove troveremo sufficiente pane per sfamare tanta moltitudine?”.
Ricevuto lo Spirito Santo portò il Vangelo nella Scizia dove fondò una comunità di ferventi cristiani.
Andò poi in Frigia, dove fece numerose conversioni che furono invise agli idolatri, i quali lo crocifissero all’età di ottantaquattro anni.

Le sue reliquie furono poi trasportate a Roma.

S. Giacomo minore, era il figlio di Alleo e di Maria, parente della Madonna, viene detto “il minore” per distinguerlo dall’altro apostolo con lo stesso nome.

Egli fin dai primi anni non bevve mai vino, si astenne dalla carne e osservò il voto e gli obblighi della legge ebraica.
A lui solo era permesso di entrare nel Santo dei Santi.
Portava vesti di lino e ed era molto assiduo nella preghiera tanto che si diceva che la pelle delle sue ginocchia fosse dura come quella di un cammello. Chiamato a seguire Gesù lo accompagnò tutta la vita.
Dopo la resurrezione di Cristo divenne Vescovo di Gerusalemme e fondò una comunità di cristiani molto numerosa.
Fu uno degli apostoli che parteciparono al Concilio di Gerusalemme e fu soprannominato il Giusto.
Governò per circa trent’anni, fino a quando gli ebrei, che non lo soffrivano, un giorno mentre stava pregando nel tempio, lo trascinarono sulla terrazza e lo precipitarono al suolo.
Giacomo che aveva già 96 anni non morì in quella caduta, ma appena dopo quando gli spaccarono il cranio con un colpo di mazza.
Sua la frase “La fede senza opere è morta”.

Daniela Catalano

Data: 03/05/2018



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