Sabato, 24 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Esercizi spirituali per Sacerdoti

Il Presbitero nel Concilio Vaticano II

1/preti 4.jpgVARAZZE - C’era il vento e il mare. Era d’inverno e una casa bellissima e accogliente.
Due Vescovi con 20 confratelli che costituivano una piccola comunità in ascolto e preghiera.
È questa la sintetica istantanea del corso di esercizi spirituali per sacerdoti che la Diocesi ha organizzato dall’8 al 13 gennaio a Varazze, presso la Casa dei Fatebenefratelli.

Il primo Vescovo era Mons. Vittorio Viola che ha presieduto le liturgie e condiviso con tutti i presenti i momenti di riflessione.
L’altro vescovo Mons. Carlo Ghidelli, emerito di Lanciano-Ortona, a cui è stato affidato il compito della predicazione degli esercizi.

Attraverso le sue parole e la sua testimonianza, si è potuto ripercorrere quanto nei documenti del Concilio Vaticano II si dice intorno al ministero presbiterale, meditando i passaggi fondamentali a partire dalla Presbiterorum ordinis.

Lo schema delle giornate era quello classico di un corso di esercizi.

La preghiera comune della Liturgia delle ore, opportunamente solennizzata dai canti dei salmi, due meditazioni: una al mattino e una al pomeriggio; la celebrazione eucaristica e l’adorazione nel tardo pomeriggio, conclusa con la benedizione eucaristica.
Mons. Ghidelli, da esperto del Concilio, ne ha richiamato l’importanza toccando tutti gli aspetti più significativi della spiritualità sacerdotale in vista della missione perché il mondo non sia condannato ma sia salvato.
A introduzione ha riportato quanto disse Paolo VI nel discorso pronunciato all’inizio della seconda sessione del Concilio: “Sappia il mondo: la Chiesa guarda ad esso con profonda comprensione, con sincera ammirazione e con schietto proposito non di conquistarlo, ma di valorizzarlo; non di condannarlo, ma di confortarlo e di salvarlo”.
Il presbitero si colloca in questo stile: conformato a Cristo, servo, casto, povero per portare al mondo il lieto annuncio della salvezza, con la sua testimonianza umile e generosa.

Le omelie della celebrazione eucaristica hanno invece seguito la proposta liturgica del lezionario feriale che vedeva in settimana il primo capitolo del Vangelo di Marco, che presentava l’inizio dell’attività di Gesù a Cafarnao, con la chiamata dei primi discepoli, lungo il mare e le prime guarigioni miracolose.

La preparazione biblica di Mons. Ghidelli ha aiutato a comprendere il senso profondo delle parole del Vangelo e a viverlo nella vita presbiterale perché la parola del Vangelo non resti lettera morta, ma produca frutti abbondanti per il ministero.

Don Claudio Baldi

Data: 18/01/2017



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