Sabato, 20 Aprile 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

IV DOMENICA DI PASQUA

IV DOMENICA DI PASQUA

Le letture della Domenica

PRIMA LETTURA (At 4,8-12)
In nessun altro c’è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)

Rit: La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

VANGELO (Gv 10,11-18)

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

IL SANTO

1/Padre Giovanni Battista Piamarta.jpgSan Giovanni Battista Piamarta

La Chiesa il 25 aprile ricorda San Giovanni Battista Piamarta.
Nacque a Brescia il 26 novembre 1841 da una famiglia povera e, rimasto orfano di madre a 9 anni, fu educato cristianamente dal nonno materno e in oratorio dove frequentava il coro. Grazie al parroco di Vallio Terme Don Pancrazio Pezzana, il quale si rese subito conto della sua disponibilità alla vita sacerdotale, a 19 anni entrò nel Seminario di Brescia. Dal 1860 al 1865 si dedicò allo studio e si distinse nella pietà e nella disciplina. Il 23 dicembre del 1865 fu ordinato sacerdote.

Iniziò il suo ministero sacerdotale come viceparroco a Carzago Riviera e a Bedizzole; fu nominato poi parroco della chiesa di Sant’Alessandro a Brescia e poi a Pavone Mella.

Le prime esperienze oratoriane furono per lui una preziosa possibilità di conoscere da vicino la gioventù delle fabbriche della nascente industria bresciana. Nei 13 anni di fecondo apostolato aiutò molti ragazzi. Lasciò la parrocchia di Pavone Mella per tornare a Brescia, dove si dedicò a realizzare un’opera da tempo pensata e sognata.

Per dare ai giovani una sicura preparazione professionale e cristiana avviò l’Istituto Artigianelli il 3 dicembre 1886 con l’aiuto di monsignor Pietro Capretti. Seppur con enormi difficoltà, dal 1888 la crescita degli artigianelli non si fermò più, si moltiplicarono i fabbricati e i laboratori e i giovani ricevettero una buona preparazione tecnica.
Pochi anni dopo, fondò la Colonia Agricola di Remedello. Nel marzo del 1900 istituì una Famiglia Religiosa, composta da sacerdoti e laici impegnata nell’educazione dei giovani e fondò la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth. Grazie a Madre Elisa Baldo, il 15 marzo 1911, fondò la Pia Società delle Povere Serve del Signore, eretta poi in Congregazione con il nome di Umili Serve del Signore, per una reciproca collaborazione nel campo educativo.
Si dedicò anche alla predicazio­ne, alle confessioni, alla direzione spirituale e all’assistenza ai poveri. Morì il 25 aprile 1913 a Remedello.
Fu beatificato nel 1997 da Giovanni Paolo II e il 21 ottobre del 2012 canonizzato da Papa Benedetto XVI.

Data: 22/04/2015



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