Martedì, 27 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL COMMENTO DI DON DOGLIO

PRIMA LETTURA (1Re 3,5.7-12)
Hai domandato per te la sapienza.

Dal primo libro dei Re

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)

Rit: Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.

SECONDA LETTURA (Rm 8,28-30)
Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

VANGELO (Mt 13,44-52)

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

LA SANTA

1/alfonsa.JPGIl 28 luglio la Chiesa fa memoria di Sant’Alfonsa dell’Immacolata Concezione, canonizzata il 12 ottobre 2008 da Benedetto XVI.

Annakutty Muttathupadam, questo il suo vero nome, è stata la prima beata dell’India, beatificata nel 1986. Nacque ad Arpukara nella regione del Kerala, il 19 agosto 1910, e fu battezzata secondo il rito siro-malabarico, (i fedeli di rito siro-malabarico di obbedienza cattolica hanno liturgia propria). Discendeva dall’antica e nobile famiglia dei Muttathupadathu ed era l’ultima di cinque figli. A tre mesi perse la madre e trascorse l’infanzia presso la casa dei nonni ad Elumparambil.

Negli anni della sua formazione umana e cristiana ci furono i primi germi della vocazione alla vita consacrata. La nonna le comunicò la gioia della fede, l’amore alla preghiera, lo slancio della carità verso i poveri. L’11 novembre 1917 Annakutty ricevette la prima Comunione.

In una lettera al padre spirituale, del 30 novembre 1943, scrisse: “Già dall’età di sette anni non sono più mia. Mi ero dedicata tutta al mio Sposo divino”. Nel 1917 iniziò a frequentare la scuola elementare di Thonnankuzhy, nel 1920 si trasferì a Muttuchira, in casa della zia Anna Murickal, alla quale la mamma l’aveva affidata prima di morire.

La zia, assidua alle pratiche religiose, non condivideva, però, l’amicizia della giovane con le Carmelita-ne del vicino monastero, né le sue lunghe soste di preghiera ai piedi dell’altare. Per sua nipote voleva un matrimonio importante e non voleva che seguisse la sua vocazione religiosa. Per sottrarsi all’impegno delle nozze, Annakutty giunse al punto di provocarsi volontariamente una gravissima ustione, ponendo il piede in una fossa di brace ardente. Il proposito di svilire la sua bellezza non valse del tutto a liberarla dalle attenzioni dei pretendenti.

Fu P. Giacomo Muricken, suo confessore, a orientarla verso la spiritualità francescana e a farle conoscere la Congregazione delle Fran-cescane Clarisse. Il 24 maggio 1927 Annakutty entrò nel loro collegio di Bharananganam nell’attuale territorio della diocesi di Palai, per frequentare come alunna interna la settima classe. L’anno successivo, il 2 agosto 1928, Annakutty iniziava il postulandato, assumendo il nome di Alfonsa dell’Immacolata Concezione, in onore di Sant’Alfonso de’ Liguori, festeggiato in quel giorno.

Il 19 maggio 1930 fece la vestizione religiosa. Il periodo 1930-1935 fu caratterizzato da gravi malattie e sofferenze morali. Poté insegnare ai bambini, nella scuola di Vakakkad solo nell’anno scolastico 1932-33.

In seguito, a causa della sua debolezza, svolse il compito di aiuto-insegnate e di catechista in parrocchia. Fu impegnata anche come segretaria. La santa fu ammessa al noviziato canonico il 12 agosto 1935.

Dopo circa una settimana dall’inizio del noviziato, si manifestarono emorragie al naso, agli occhi, un profondo deperimento organico e piaghe purulenti alle gambe.

La malattia si aggravò a tal punto che si temette il peggio. Nel corso di una novena al Beato Padre Kuriakose Elia Chavara Carmelitano fu miracolosamente guarita.

Ripreso il noviziato annotava nel suo diario spirituale i santi propositi. Il 12 agosto 1936 fece la professione perpetua. Da quel momento ci fu un susseguirsi di malattie dolorose: febbre tifoidea, polmonite doppia e un drammatico collasso nervoso per lo spavento alla vista di un ladro, la notte del 18 ottobre 1940.

Lo stato di prostrazione psichica si protrasse per circa un anno durante il quale non fu più in grado né di leggere né di scrivere. In ogni situazione Suor Alfonsa mantenne sempre una grande riservatezza e un atteggiamento caritatevole verso le sorelle, sopportando in silenzio le sue sofferenze. Nel 1945 le sue malattie ebbero un scoppio violento.

Un tumore diffuso in tutto l’organismo trasformò il suo ultimo anno di vita in una continua agonia.

Sentendosi chiamata ad essere “vittima” per amore verso il Signore, si dimostrò sempre serena e con il sorriso sulle labbra, fino al 28 luglio 1946, quando, a soli 35 anni, morì nel convento delle Clarisse a Bharananganam, dove fu sepolta.

Data: 20/07/2014



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