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Lo stemma vescovile

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Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:

- uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro;

- una croce astile a un braccio traverso, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;

- un cappello prelatizio (galero), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3.), il tutto di colore verde;

- un cartiglio inferiore recante il motto scritto abitualmente in nero.

Lo stemma di Mons. Viola reca uno scudo “bucranico”, di foggia rinascimentale, frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica, e una croce in oro con cinque gemme rosse per indicare le Cinque Piaghe di Cristo.

Il motto: IN TUIS TE INVENIO SACRAMENTIS

Le parole del motto episcopale di Mons. Viola sono tratte dall’Apologia del profeta Davide di Sant’Ambrogio (12,58). La frase completa così recita:

Faciem ad faciem te mihi, Christe, demonstrasti; in tuis te invenio sacramentis.

Tu ti sei mostrato a me faccia a faccia, o Cristo: io ti trovo nei tuoi Sacramenti.

La scelta rivela l’amore per la Liturgia di Mons. Viola: è nella celebrazione dei sacramenti che ci viene dato di poter fare l’esperienza salvifica dell’incontro con Cristo.

Interpretazione dello stemma

Il “capo” dello scudo è occupato dal simbolo dell’ordine francescano (il braccio di Cristo incrociato con il braccio di San Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate) in ossequio all’appartenenza di Padre Vittorio all’Ordine dei frati Minori. Sul resto dello scudo campeggia l’immagine della Porziuncola, la piccola chiesa ove Francesco “l’umiltà degli inizi; qui progredì nelle virtù; qui raggiunse felicemente la mèta. Questo luogo, al momento della morte, raccomandò ai frati come il luogo più caro alla Vergine” (San Bonaventura, Leggenda Maggiore II,8; FF 1048). Un particolare affetto – come per ogni francescano – lega P. Vittorio alla Porziuncola: al momento della nomina a Vescovo di Tortona, egli ricopriva l’incarico di Custode del Convento e della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

A lato dell’immagine della Porziuncola appare una stella a otto punte, diffuso simbolo mariano nell’iconografia classica. È anche un richiamo al simbolo araldico del Santuario di Oropa. È in argento, simbolo della trasparenza, della purezza della Beata Vergine Immacolata. Il campo azzurro è il simbolo della incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.

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