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Lettera pastorale 2020

Notizie - XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Sap 6,12-16)
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.

 

Dal libro della Sapienza

La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 62)
Rit: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

 

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

 

SECONDA LETTURA (1Ts 4,13-18)
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

 

VANGELO (Mt 25,1-13)
Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

IL SANTO

1/baudolino 1.jpgSan Baudolino

Il 10 novembre la diocesi e la città di Alessandria celebrano la memoria del patrono San Baudolino.

La sua vita si confonde fra realtà e leggenda popolare. A lui ha dedicato un bellissimo romanzo anche Umberto Eco che era originario proprio di Alessandria.
Si narra che fosse discendente da una ricca e nobile famiglia e che donò tutto ai poveri.
Visse al tempo del re Longobardo Liutprando (712-744) come sappiamo dalla più antica testimonianza su di lui dello storico Paolo Diacono, monaco benedettino longobardo contemporaneo del santo. Baudolino (o Baudilio) è definito dallo storico “uomo di mirabile santità” ed è descritto come un eremita vissuto a Foro che corrisponde all’attuale Villa del Foro, paese sulle rive del Tanaro, vicino ad Alessandria.

Nella sua “Historia Langobardorum”, Diacono parla delle doti profetiche del santo citando un episodio della sua vita. Durante una battuta di caccia, un conte nel cercare di colpire con l’arco un cervo, colpì per sbaglio Anfuso, nipote del re Liutprando; la ferita era grave e il re inviò un messaggero da Baudolino, affinché chiedesse al Signore la guarigione del giovane nipote.
Nel frattempo Anfuso morì e quando l’uomo raggiunse Baudolino nel suo eremo, questi prima che parlasse, gli disse che sapeva già tutto, ma era rammaricato perché non poteva far nulla, perché il giovane era già morto.
Tante sono le storie e le leggende che ruotano intorno alla figura del santo.

La più famosa è quella legata a un episodio che riguarda le oche spesso rappresentate nella sua iconografia.
La leggenda dice che il paese di Villa del Foro un giorno fu invaso da oche selvatiche che avevano occupato le campagne, divorando tutto. Nulla le spaventava e i contadini non osavano affrontarle. Fu chiamato Baudolino e lui alzando il pastorale benedisse le oche che subito si allontanarono.
Si racconta pure che i vescovi di Tortona e di Acqui, vista la grande popolarità goduta dall’eremita, lo considerarono al loro pari come grado e in seguito lo designarono vescovo di Alessandria. Baudolino morì intorno al 740 e fu sepolto a Villa del Foro; quando nel 1168 fu fondata Alessandria, gli abitanti vi si trasferirono e portarono con loro le sue reliquie.
Pochi anni dopo la fondazione di Alessandria, nel 1174, la tradizione racconta di un’apparizione di Baudolino sui bastioni della città per mettere in fuga gli assedianti ghibellini.
Nel 1786 Baudolino fu proclamato patrono della città e della diocesi di Alessandria e nel 1810 i suoi resti furono trasferiti in una cappella della cattedrale.

Daniela Catalano

Data: 08/11/2020



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