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Lettera pastorale 2020

Notizie - SANTISSIMA TRINITA'
SANTISSIMA TRINITA'

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Es 34,4-6.8-9)
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.

Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».

Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,52-56)
Rit: A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

SECONDA LETTURA (2Cor 13,11-13)
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

VANGELO (Gv 3,16-18)
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

IL BEATO

Beato Nicola da Gesturi

1/beato.jpgL’8 giugno la Chiesa ricorda il Beato Nicola da Gesturi beatificato il 3 ottobre 1999 in piazza San Pietro da Papa Giovanni Paolo II.

Il Beato, al secolo Giovanni Angelo Salvatore Medda, nacque il 5 agosto 1882 a Gesturi, in provincia di Oristano, quarto di cinque figli in una famiglia di umili contadini.
A 13 anni rimase orfano di entrambi i genitori. Dopo le elementari non frequentò più la scuola ma si dedicò totalmente al lavoro nei campi. 
Nel 1896, all’età di 14 anni, ricevette la Prima Comunione e da quel momento si dedicò con fervore alla preghiera, fino alla decisione di intraprendere la vita religiosa a 28 anni, dopo essere guarito da una grave forma di reumatismo articolare che l’aveva costretto a letto per quasi due mesi.

Nel marzo del 1911, si presentò al convento dei Cappuccini di Cagliari, chiedendo di essere ricevuto come fratello laico. Fu affidato alla guida di Padre Fedele da Sassari, che mise a dura prova la sua vocazione, per provarne la serietà.
Il 30 ottobre 1913 Giovanni, vestì l’abito cappuccino e prese il nome di Fra’ Nicola da Gesturi. Dopo alcuni mesi, fu trasferito al convento di Sanluri per finire l’anno di noviziato e il 1° novembre 1914, emise la sua professione semplice, seguita dalla professione solenne il 16 febbraio 1919.

Fu affidato al convento di Sassari con il compito di cuoco, ma fu presto trasferito a Oristano e poi nuovamente a Sanluri.
Il 25 gennaio 1924, fu inviato al convento Maggiore di Buoncammino a Cagliari, dove gli venne affidato l’incarico di questuante che svolse per 34 anni, sino alla morte.

Fra’ Nicola, con la bisaccia in spalla e il rosario in mano, chiedeva l’elemosina “in nome di San Francesco”. Grazie alla sua umiltà e gentilezza la gente gli offriva tutto quello che poteva.
Era un uomo di poche parole, parlava solo per lodare il Signore e ciò gli valse il soprannome di “Frate Silenzio”.

Viveva ogni giorno in grande povertà. Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale a Cagliari cercò sempre di aiutare i più poveri a salvarsi.
Il 1° giugno 1958, chiese di essere esonerato dalla questua e pochi giorni dopo gli fu diagnosticata un’ernia strozzata; fu ricoverato e operato d’urgenza ma il 7 giugno fu trasferito al Convento dei Cappuccini dove morì nella notte dell’8 giugno 1958 a 76 anni.

I funerali videro la partecipazione di una grande folla.

Il 2 giugno 1980 le sue spoglie furono trasferite nella Cappella dell’Immacolata, a lui tanto cara, all’interno della chiesa dei Cappuccini.

Daniela Catalano

Data: 07/06/2020



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