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Notizie - Unità dei Cristiani

Conclusa con la celebrazione ecumenica la Settimana di Preghiera a Tortona
Verso l’unità dei Cristiani

1/unita1.jpgTORTONA - Si è conclusa con la celebrazione ecumenica tenutasi lo scorso giovedì 25 gennaio in Santa Maria Canale la Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani 2018 promossa dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Tortona, in collaborazione con il delegato diocesano per l’ecumenismo, don Roberto Lovazzano.
La celebrazione è stata condotta dal Vescovo di Tortona, Mons. Vittorio Viola, dalla Pastora della Chiesa Valdometodista di Alessandria, Lucilla Peyrot, e dal parroco della Chiesa Ortodossa rumena di San Teodoro Studita, padre Catalin Aftodor. Presenti don Roberto Lovazzano, il parroco del Duomo, don Claudio Baldi, padre Pierangelo e mons. Francesco Giorgi.

Dopo l’inno di ingresso e l’invocazione allo Spirito Santo, intervallati da musica meditativa, sono seguite le preghiere di riconciliazione recitate dai fedeli delle tre confessioni e la proclamazione della parola di Dio; Mons. Viola ha commentato la prima lettura (Esodo 15, 1-21), padre Aftodor la seconda (Romani 8, 12-27) e la Pastora Peyrot il Vangelo di Marco (5, 21-43).

In particolare, la Pastora ha sottolineato come il brano del Vangelo presenti due miracoli di Gesù intrecciati: la guarigione della donna affetta da emorragia e la risurrezione della figlia di Giairo.
Due miracoli che hanno in sé una somiglianza in crescendo: l’emorragia è una perdita di sangue e, quindi, una perdita di vita, mentre di fronte alla morte non c’è rimedio.
Solo la fede consente di costruire la propria speranza su un Altro più forte della morte. Mons. Viola ha ricordato come il passo dell’Esodo segua immediatamente la narrazione del passaggio miracoloso del mare da parte degli Ebrei. Si tratta di un inno epico, nel quale si fondono i temi della vittoria e della salvezza operate da Dio in favore del suo popolo, onde poterlo far giungere alla “santa dimora”.

Il brano dell’apostolo Paolo ai Romani (8,12-27) è stato sviluppato da padre Aftodor che ha evidenziato la necessità di attingere quotidianamente alla fonte della Parola di Dio riconoscendosi fratelli assetati, desiderosi di rinfrescarsi per continuare il cammino.
Necessario allora distinguere tra le tante voci per riconoscere la Parola vera. Solo attraverso di essa si potrà fare il passaggio dall’io al noi, dalla solitudine alla condivisione, dalla divisione all’unità, dalla paura alla speranza.

La celebrazione è stata vissuta anche su due momenti particolarmente significativi: la deposizione delle catene di ferro, simbolo della schiavitù e della prevaricazione, e la recita del Padre Nostro con i fedeli che, tenendosi per mano, hanno formato una catena umana di fraternità.
È seguito l’annuncio da parte del Vescovo della colletta per sostenere i “corridoi umanitari”, un’iniziativa frutto di una collaborazione ecumenica fra cattolici e protestanti. Cei, Caritas, FCEI, Chiese valdesi e metodiste, Comunità di Sant’Egidio hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario che, in meno di due anni, ha permesso l’arrivo in Italia di 1000 profughi. Altrettanti saranno trasferiti ed accolti grazie al nuovo accordo.
I Paesi coinvolti nel progetto sono, nella prima fase, il Libano (circa 600 profughi) e il Marocco (150), nella seconda l’Etiopia (250).

La celebrazione, alla quale ha assistito un folto numero di fedeli delle tre confessioni provenienti anche da altri centri, si è conclusa con l’invio “In Missione” e il rito di benedizione con cui i fedeli hanno invocato il Signore con le parole “ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Andiamo in pace”. A tutti gli intervenuti è stato consegnato un “dolce” ringraziamento, preparato dagli allievi del CIOFS di Tortona.

Data: 01/02/2018



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